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ebbene si, ci sono cascato anch'io: ho scritto un libro
Gaetano
Maestro suo malgrado
L’altra Napoli
degli anni sessanta

ebbene si, ci sono cascato anch'io, ho scritto un libro
Gaetano
Maestro suo malgrado L’altra Napoli degli anni sessanta

Queste Cronache si occupano di una figura eminente nel panorama della cultura italiana degli ultimi settanta anni: Gaetano Macchiaroli (1920 - 2005), editore, filologo e libraio, ma, soprattutto, grande protagonista della cultura e dell'impegno politico a Napoli e in Italia, fino all'ultimo giorno della sua vita. Sono tanti gli uomini di cultura e i politici che, a vario titolo, hanno vissuto da protagonisti o magari anche solo incrociato le attività di questo straordinario organizzatore di eventi culturali.
L'autore di questo libro, che di moltissimi di quegli eventi è stato complice e partecipe, intreccia, in un affresco di ampio respiro, le testimonianze e i racconti di decine di personaggi che l'hanno conosciuto e ne hanno condiviso il cammino. la narrazione rivela un narratore affabulante ma non debordante che partecipa al piacere di disegnare un quadro d'insieme che il lettore potrà ricostruire a modo proprio, individuando e riunendo gli indizi disseminati tra le pagine. in questo modo, come nella narrativa poliziesca cara a Giorgio Amendola, diventa possibile ricostruire "una" storia degli ultimi 50 anni a Napoli, di una Napoli altra. L'altra Napoli degli anni sessanta del sottotitolo. Questo libro è una cronaca onesta faticosa dolorosa nata dall'esigenza di tracciare la storia di un intellettuale “comunista liberale” attraverso i ricordi di un “giovane” che ebbe Gaetano Macchiaroli come maestro, quello stesso che, nella sua aristocratica umiltà, volle per scelta farsi allievo dei “buoni maestri”.

Come scrive il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo frequentò “...nei comuni anni giovanili, sono molti e assai forti i motivi che ci inducono a rievocare e onorare la figura di Gaetano Macchiaroli, se crediamo - e io lo credo - che la trasmissione della memoria storica, anche attraverso il ricordo delle persone e delle generazioni, è condizione essenziale per un'evoluzione consapevole della nostra convivenza civile”.

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