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Ulisse e l'Ombra
Ulysses and the Shadow


What me worry, che si potrebbe tradurre col romanesco "Nun ce ne po' fregą de meno" č il motto della nostra etichetta discografica, la Imprint Records, dedicata al Jazz e alla Musica Contemporanea, che nasce per iniziativa di alcuni musicisti, studiosi e appassionati. L'idea alla base dell'impresa č quella di produrre musica su CD "senza scopo di lucro". L'espressione č deliberatamente posta tra virgolette, intendendo dire che non vi sono alla base visioni di ricchezza ma il progetto di percorrere, assieme ai musicisti, le strade pił opportune per diffondere musica di qualitą , divertente e divertita, reinvestendo i ricavi in altri dischi, in altra buona musica. Insomma mettere in piedi un circolo virtuoso nel quale vengono immessi solo musicisti amici, che facciano una musica che piaccia prima di ogni altro a chi la fa e a chi la produce.
Se no, che gusto ci sarebbe?





Ulisse e l'Ombra

Bruno Tommaso
Marche Jazz Orchestra
Imprint Records,
Bag series IM003


Il mondo del Jazz per sua natura ha sempre mostrato voglia di sconfinare. Lo hanno fatto gli europei, tentando con alterne fortune di affrancarsi dai modelli imitativi Afro-Americani, suscitando perplessitą se non scandalo o derisione da parte dei benpensanti, ma lo hanno fatto anche i musicisti d'oltreoceano dal Duke Ellington dei concerti sacri al Coleman di "Skies of America", da Woody Hermann che sottopose la sua Big Band alla tagliente prova dell'"Ebony Concerto" di Strawinsky fino al sogno irrisolto di Miles Davis e Gil Evans di mettere in scena la Tosca. Questo l'incipit di uno scritto di Bruno Tommaso nel quale presentava Ulisse e l'ombra. Un mondo di navigatori, dunque, che attraverso i mari della conoscenza cercano la propria homebase. E l'approdo cui tendono viene definito di volta in volta proprio dalla conciliazione degli opposti. Guardate l'immagine che appare sulla copertina di questo CD: Direste si tratta di una figura classica, di un bassorilievo, di un busto avvolto in un peplo. Nulla di tutto questo: si tratta in realtą di un vulcano sulla superficie di Marte, nell'emisfero nord del pianeta in una immagine ripresa da una delle due sonde Viking che mostra uno dei tre grandi vulcani della regione Tharsis: un vulcano che risponde al nome di Ulysses. E a questo punto vi direte; "che accostamento banale, un vulcano marziano di nome Ulisse, e allora?" Invece un accostamento allegorico c'č: pensate che una sonda spaziale lanciata a centinaia di migliaia di chilometri lontana dalla terra porti con sč al ritorno i rullini fotografici esposti da affidare al servizio sviluppo e stampa in un'ora sotto casa? No, piuttosto un computer a bordo della sonda trasmette sequenze di dati binari che un altro computer a terra interpreta e restituisce come immagine. La cronaca narra che vi č stata una lunga indecisione per stabilire se la caldera che appare ai vostri occhi fosse una depressione o un rilievo: solo una diversa applicazione di ombre hanno definita questa immagine. Dunque il viaggio infinito dell'odisseo trova i suoi sentieri e le sue rotte in riferimento alle ombre, agli incontri e agli incroci che contribuiscono a definirli, i confini sono sempre a portata di mano, in vista, e al tempo stesso sfuggenti, visibili ma virtuali. Č un continuo descensus ad inferi ma anche un continuum di risalite e affioramenti. Di sconfinamenti si parla anche nei riferimenti letterari, tra Ulisse ed Enea, di viaggi in mondi sconosciuti ultra, extra, musicalmente parlando: altri. Ma riconducibili ad un unico momento, quello dell'ascolto. Nato come spettacolo, azione scenica si chiama, in Ulisse e l'ombra si riconoscono tutti i mondi percorsi, tra suoni e silenzi. [A.P.]

Bruno Tommaso, Contrabbasso, composizione, arrangiamento, direzione.

Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio S. Cecilia avendo come insegnanti, tra gli altri, Salvatore Pitzianti (Contrabbasso) e Giorgio Gaslini (Musica Jazz). Ha fatto parte del Modern Art Trio con Franco D'Andrea, del trio di Martin Joseph, del trio e quartetto di Enrico Pieranunzi e del quartetto di Giorgio Gaslini. Ha collaborato con musicisti italiani e stranieri realizzando oltre cento registrazioni discografiche e radiotelevisive e partecipando a festival nazionali e internazionali. E' stato l'ideatore e uno dei fondatori della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Ha ideato e condotto varie produzioni interdisciplinari tra cui "Nux erat", "Ulisse e l'ombra", "Steamboat Bill jr", "La conquista del Monte dei cocci", "Tributo a Leo Ferrč", "Il diritto e il rovescio" ecc. Dirige la "Marche Jazz Orchestra" e l'orchestra del Concorso Internazionale di arrangiamento e composizione di Barga. Ha insegnato contrabbasso presso i Conservatori di Sassari, Parma e Pesaro. Ha svolto intensa attivitą didattica presso l'Associazione Siena Jazz Attualmente insegna Musica Jazz presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.







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